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Cosa vedere ad Alassio in un weekend: guida completa tra mare, storia e influenze inglesi

Alassio

Ci sono luoghi che si scelgono per il mare, e poi ci sono luoghi come Alassio, che partono dal mare ma finiscono per raccontarti molto di più.

Arrivando qui, la prima impressione è esattamente quella che ci si aspetta da una località iconica della Riviera ligure: una lunga spiaggia di sabbia chiara , che è abbastanza rara in Liguria,  stabilimenti ordinati, un centro vivo e curato, un’atmosfera elegante ma mai ostentata.

Eppure, basta concedersi il tempo di andare oltre la superficie, imboccare un sentiero meno battuto, fermarsi a parlare con qualcuno o entrare in un luogo apparentemente secondario, per rendersi conto che Alassio è una città costruita per stratificazioni.

Romana, inglese, ligure, contemporanea.
Una destinazione che non si limita a mostrarsi, ma che si lascia scoprire poco alla volta, rivelando una profondità culturale e narrativa che difficilmente si associa, a prima vista, a una località balneare.

Questo articolo è il racconto di un weekend vissuto davvero, ma soprattutto una guida completa per capire cosa vedere, cosa fare e perché Alassio è molto più di quello che immagini.

Via Iulia Augusta: dove la storia diventa esperienza

Tra le esperienze più significative da vivere ad Alassio c’è senza dubbio la passeggiata lungo la Via Iulia Augusta.

Non si tratta semplicemente di un sentiero panoramico, ma di una delle più importanti strade consolari romane, costruita oltre duemila anni fa per collegare Roma alla Gallia. Camminarci oggi significa attraversare fisicamente la storia, ma anche entrare in una dimensione completamente diversa rispetto al ritmo del centro cittadino.

Il percorso si sviluppa tra ulivi, vegetazione mediterranea e scorci improvvisi sul mare. Non è mai completamente lineare: alterna aperture luminose a tratti più ombreggiati, creando una sequenza visiva che cambia continuamente.

Quello che colpisce è il silenzio. Non un silenzio totale, ma un equilibrio di suoni naturali: il vento tra le foglie, il rumore dei passi, il mare in lontananza e il richiamo dei gabbiani.

È uno di quei luoghi che non si attraversano con fretta. Richiede presenza, attenzione, tempo. Ed è proprio qui che si comprende uno degli aspetti più autentici di Alassio: la capacità di rallentare.

La Via Iulia Augusta è un antico percorso romano costruito nel 13 a.C. per collegare Roma alla Gallia meridionale. Oggi è uno degli itinerari storico-naturalistici più suggestivi della Liguria, protetto da vincoli archeologici e paesaggistici ma liberamente accessibile a piedi.

Il percorso, lungo circa 4,5 km e percorribile in poco meno di due ore, è facile e alterna tratti asfaltati e sentieri sterrati immersi nella macchia mediterranea, tra profumi, colori e panorami sul mare.

Si parte dal Piazzale di Santa Croce, da cui si gode una vista spettacolare, e lungo il tragitto si incontrano uliveti, cipressi, chiese antiche e resti archeologici romani, tra cui necropoli e monumenti funerari.

Per tutta la passeggiata si è accompagnati dalla vista dell’Isola Gallinara, riserva naturale di grande valore storico e ambientale, legata a un antico monastero benedettino.

Il percorso termina ad Albenga, regalando un’esperienza unica che unisce natura, storia e paesaggi mozzafiato.

La Pinacoteca Carlo Levi: il paesaggio come emozione

Scendendo verso il centro storico, il passaggio è netto: dal silenzio della natura alla vitalità del Budello, il cuore pulsante della città. Tra negozi, botteghe e vita quotidiana, si nasconde uno dei luoghi più significativi dal punto di vista culturale: la Pinacoteca Carlo Levi.

Levi è conosciuto principalmente come scrittore, ma qui emerge la sua identità più intima: quella di pittore. Scelse Alassio come residenza estiva per oltre quarant’anni, trovando nella luce ligure una fonte di ispirazione continua. Le sue opere non sono semplici rappresentazioni del paesaggio: sono interpretazioni emotive.

Gli alberi, in particolare i carrubi, diventano protagonisti. Le pennellate sono dense, materiche, quasi in movimento. Il paesaggio non è mai statico, ma vivo, attraversato da una tensione interna che lo rende quasi narrativo.

Visitare la pinacoteca significa guardare Alassio con occhi diversi, attraverso lo sguardo di chi l’ha amata profondamente.

Alassio e gli inglesi: quando una città cambia identità

Uno degli aspetti più affascinanti di Alassio è il suo legame con l’Inghilterra, un elemento che ne ha trasformato radicalmente l’identità tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Con l’arrivo della ferrovia nel 1875, la città divenne facilmente raggiungibile da Londra, Parigi e Nizza, attirando l’aristocrazia britannica. Famiglie come i Gibb, i McMurdo e gli Hanbury scelsero Alassio come luogo di soggiorno invernale, conquistate dal clima mite e dalla bellezza del paesaggio.

Da quel momento, la città iniziò a trasformarsi: ville eleganti, giardini, club esclusivi, edifici in stile vittoriano.

Alassio non era più solo un borgo di pescatori, ma una destinazione internazionale, raffinata e cosmopolita.

English Library: un incontro che resta

Tra tutti i luoghi legati alla presenza inglese, la English Library è senza dubbio uno dei più suggestivi. Fondata nel 1875 dal reverendo John Hayes, la biblioteca nacque dall’idea di raccogliere i libri lasciati dai viaggiatori inglesi. Oggi conserva circa 15.000 volumi tra letteratura, viaggi e cartografia, ed è una delle biblioteche inglesi più antiche e importanti d’Italia.

Entrare nella biblioteca significa entrare in un’atmosfera completamente diversa. La luce è soffusa, i libri sono ovunque, e il tempo sembra scorrere in modo più lento. Ed è qui che è avvenuto uno degli incontri più belli del weekend.

Abbiamo conosciuto Jackline, una signora inglese dall’eleganza naturale, con modi delicati e una presenza che sembra appartenere a un’altra epoca. Ci ha raccontato la storia della biblioteca con un entusiasmo autentico, parlando dei libri come se fossero persone. Quando le abbiamo chiesto il suo preferito, ha risposto senza esitazione: Wuthering Heights (Cime tempestose)

E in quel momento, tra quegli scaffali, sembrava davvero di trovarsi dentro un romanzo inglese dell’Ottocento.

Una curiosità interessante è che, vista la quantità di libri, parte della collezione è conservata anche nella ex Chiesa Anglicana.

Il mare oltre la superficie: Mola Mola e il Santuario dei Cetacei

Alassio è mare, ma non nel senso più scontato. Qui il mare non si limita a essere osservato: si esplora, si studia, si vive in modi diversi. Il Mola Mola Dive Team, il cui nome deriva dal pesce luna, una delle specie più affascinanti del Mediterraneo, offre esperienze che vanno ben oltre la classica uscita in barca.

Avvistamento cetacei: tra attesa e meraviglia

Una delle esperienze più emozionanti è il whale watching nel cosiddetto “Triangolo dei Cetacei”, un’area marina ricchissima di biodiversità. Si parte al mattino e ci si allontana dalla costa per oltre 12 miglia. A bordo, un biologo marino accompagna l’escursione, spiegando comportamenti e caratteristiche delle specie presenti.

L’esperienza è fatta di attesa. Si osserva il mare, si scruta l’orizzonte con il binocolo, si ascolta.

E poi, all’improvviso, succede qualcosa: un movimento, un salto, una pinna. Delfini, balenottere, capodogli. Non c’è mai una certezza, ed è proprio questo il fascino.

Il tour dura circa un’intera giornata (9:30–16:30), include cibo e bevande ed è adatto anche a chi non ha esperienza.

Il sottomarino: il mare da dentro

Ancora più sorprendente è il tour con il MolaMolaSubmarine, un semi-sommergibile che permette di osservare i fondali senza immergersi. Scendendo nella cabina sommersa, a circa  2 metri sotto il livello del mare, si aprono davanti grandi vetrate panoramiche.

Qui si osservano:

Un’esperienza silenziosa, quasi ipnotica.

E poi si risale in superficie, dove il paesaggio cambia di nuovo: il sole, la costa, il profilo dell’isola.

Isola Gallinara: il fascino di ciò che non puoi raggiungere

Di fronte alla costa si trova uno dei simboli più enigmatici di Alassio: l’Isola Gallinara. A prima vista sembra vicinissima, ma è inaccessibile. Ed è proprio questo a renderla così affascinante.

L’isola ha origini antichissime: già in epoca romana era un approdo sicuro per i naviganti. I fondali circostanti custodiscono ancora oggi relitti archeologici, tra cui una nave romana conosciuta come “Albenga A”.

Oggi è una riserva naturale protetta e proprietà privata, quindi non visitabile internamente. È possibile però circumnavigarla e osservarla da vicino durante le escursioni in barca.

Dal punto di vista naturalistico, ospita:

È un luogo che si guarda, più che si visita. E forse proprio per questo rimane così impresso.

Tradizioni e simboli: l’identità più autentica

Alassio è fatta anche di dettagli semplici, ma profondamente identitari.

I Baci di Alassio, dolcetti a base di nocciole e cacao, rappresentano una delle specialità più iconiche. Morbidi, intensi, uniti da una crema al cioccolato, raccontano una tradizione dolciaria radicata.

Il Budello, con i suoi vicoli stretti e pieni di vita, è il cuore pulsante della città.

Il Muretto di Alassio, con le sue piastrelle autografate da artisti e personaggi famosi, è un simbolo della città nel mondo.

E poi c’è il dettaglio più romantico: due pesciolini che si baciano, simbolo della “Città degli Innamorati”.

Come arrivare e dove soggiornare

Alassio è facilmente raggiungibile:

Per quanto riguarda il soggiorno, l’offerta è ampia:

Molte strutture offrono accesso diretto alla spiaggia, rendendo l’esperienza ancora più confortevole.

Alassio è molto più di una meta balneare

Alassio non è solo mare. È un luogo che si costruisce attraverso contrasti armonici: tra storia e contemporaneità, tra lentezza e movimento, tra semplicità e raffinatezza.

È una città che non si esaurisce in un weekend, ma che lascia qualcosa. E forse è proprio questo il suo segreto: non essere mai esattamente quello che ti aspetti.

Cosa vedere ad Alassio in un weekend: guida completa tra mare, storia e influenze inglesi

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